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L’angolo vegano

L’angolo delle patate

Editoriale

La verità sui trapianti di fegato ovvero l’ utilizzazione dell’ acido alfa lipoico per evitare i trapianti al fegato

Il 30 settembre 1946, i giudici del tribunale del Processo di Norimberga condannarono le SS, dichiarandole un’ organizzazione criminale.

I giudici sottolinearono questa sentenza dichiarando che: le SS vennero usate per scopi che erano criminali, che comprendevano: la persecuzione e lo sterminio degli ebrei, brutalita ed esecuzioni nei campi di concentramento, eccessi nell’amministrazione dei territori occupati, l’amministrazione del programma di lavoro schiavistico e il maltrattamento e assassinio di prigionieri di guerra (IMT, 1946, Vol. XXII, p. 516, in: Hoehne, 1969, p. 3). La sentenza continuava dichiarando che il sospetto di crimini di guerra avrebbe coinvolto tutte le persone che erano state ufficialmente accettate come membri delle SS… che divennero o rimasero membri dell’organizzazione sapendo che veniva usata per commettere atti dichiarati criminali dall’articolo 6 dello statuto di Londra sui crimini di guerra (International Military Tribunal, 1947-1949, Vol. XXII, p. 517 in: Hoehne, 1969, p. 3).

Gli esperimenti nazisti su esseri umani nei lager riguardavano esperimenti sulle grandi altezze, sul congelamento, sulla potabilita dell’acqua marina, ustioni e avvelenamenti sperimentali con il fosgene e l’iprite, ricerche sul tifo petecchiale, esperimenti sugli omosessuali, tecniche e pratica della castrazione nell’uomo e nella donna, esperimenti sulla dissenteria, febbre gialla, tubercolosi sui bambini, condotti dal medico Kurt Heissmeyer, epatite virale, esperimenti sui gemelli e sui nani, infezioni sperimentali nell’uomo per lo studio dei sulfamidici, fratture e trapianti sperimentali di ossa, trapianti sperimentali di organi, raccolta di scheletri e di crani, esperimenti con i veleni, esperimenti di vivisezione, esperimenti sui gruppi sanguigni, esperimenti psichiatrici, esperimenti ginecologici, esperimenti sulla denutrizione.

Comunque il processo di Norimberga fu quasi una farsa: i gerarchi nazisti catturati e condannati furono relativamente pochi. I veri responsabili dello sterminio, in maggioranza, riuscirono a sfuggire alla cattura grazie all’ organizzazione O.D.E.S.S.A. (acronimo tedesco di Organisation Der Ehemaligen SS-Angehoerigen, Organizzazione degli ex-membri delle SS).

La nascita di O.D.E.S.S.A. va riportata ad un momento anteriore alla fine della guerra: il 10 agosto 1944, alla “Maison Rouge“, a Strasburgo.

Settantasette nazisti che non si facevano alcuna illusione su quello che sarebbe stato l’esito finale della guerra, si riunirono per organizzare la loro salvezza. Giunsero alla casa i portavoce dei piu alti gerarchi, quali Martin Bormann, Albert Speer, Wilhelm Canaris, e i piu grandi industriali e banchieri tedeschi. I primi miravano solo a scamparla, i secondi a conservare gli immensi guadagni accumulati con le forniture belliche allo stato tedesco. Nel migliore dei casi infatti gli uomini delle SS sarebbero stati condannati a morte dai vincitori e gli imprenditori espropriati di tutti i loro averi.

I due gruppi trovarono un accordo reciprocamente vantaggioso: gli imprenditori avrebbero finanziato la fuga dei gerarchi, i quali avrebbero custodito e gestito tutti i capitali trasferiti all’estero. I gerarchi avrebbero cioe permesso la fuoriuscita di capitali tedeschi in paesi amici e in cambio gli industriali avrebbero “ringraziato” nominandoli dirigenti tecnici delle ditte trapiantate all’estero.

A seguito dell’incontro di Strasburgo cospicue somme di denaro vennero subito trasferite in banche di Paesi neutrali: Svizzera, Spagna, Turchia e soprattutto Argentina e Paraguay. Con i capitali tedeschi vennero create di li a poco numerose societa commerciali: secondo un rapporto del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che risale al 1946 furono in complesso 750 le imprese finanziate dagli industriali nazisti; 112 in Spagna, 58 in Portogallo, 35 in Turchia, 214 in Svizzera, 98 in Argentina e 233 in varie altre nazioni, fra cui l’ Italia.

Ad aiutare i gerarchi in fuga, secondo Wiesenthal, sarebbero stati alcuni prelati della Chiesa cattolica e in particolare i francescani che nascondevano i fuggiaschi da un monastero all’altro. Wiesenthal ritiene che tale aiuto sia stato dato fraintendendo il concetto di carita cristiana. Ricercati come Heinrich Mueller, Capo della Gestapo e molti altri criminali di guerra probabilmente utilizzarono O.D.E.SS.A. per scomparire e finirono col non essere mai piu ritrovati; altri nazisti come Adolf Eichmann, Erich Priebke, Klaus Barbie, Aribert Heim, trovarono rifugio in America Latina, essenzialmente in Paesi senza estradizione, e poterono essere smascherati e assicurati alla giustizia solo dopo molti anni.

Josef Mengele, il crudelissimo medico che ad Aushwitz uccideva i bambini con i suoi esperimenti, e che si era particolarmente occupato di trapianti di organi, scoprendo dopo aver sacrificato molte vittime, che essi potevano avvenire solo fra persone vive, pare, invece, essere stato assunto dalla CIA affinche rendesse noti agli americani i risultati delle sue ricerche effettuate nei campi di sterminio e affinche potesse proseguire i suoi studi sul cervello umano, sui gemelli e sui trapianti.

Insomma sembra che la struttura organizzativa nazista sia sopravvissuta alla sconfitta ed abbia continuato ad essere occultamente e atrocemente operativa in Europa e negli Stati Uniti, occupando spesso livelli di vertice e infiltrandosi capillarmente nelle istituzioni.

Ho fatto questa premessa che alcuni potranno considerare fantasiosa perche, secondo me, tutto quanto precede, se dimostrato, potrebbe spiegare molte cose strane anche in relazione al ribaltamento totale dell’ etica, avvenuto in questi anni, sul problema degli espianti.

E’ stato necessario cambiare filosofia e linguaggio per mascherare il fatto incontrovertibile che gli espianti avvengono da persone vive.

Per di piu da qualche tempo sta cominciando a venire a galla il problema dei costi che la collettivita deve affrontare per l’ acquisto di farmaci anti rigetto.

Per esempio, se il dato e veritiero, sembra, a quanto si legge su alcuni siti internet, che il costo che deve affrontare la sanita pubblica per rifornire di farmaci ogni paziente trapiantato al fegato sia pari a circa centomila euro.

Per contro questa stessa somma viene, correlativamente, acquisita dalle case farmaceutiche produttrici dei farmaci anti rigetto, si puo quindi concludere che ogni trapianto al fegato rappresenti un disastro per la sanita pubblica italiana e un notevole introito per gli industriali del farmaco interessati.

Anche questa osservazione potrebbe spiegare il motivo del moltiplicarsi dei tanti trapianti di fegato molti dei quali, invece, potrebbero essere evitati se soltanto si somministrassero ai pazienti interessati alcune flebo di acido alfa lipoico del valore, aihme, di poche decine di euro.

Sono gia sicura che questo mio post verra attaccato da centinaia di medici inferociti, i quali, in perfetta buonafede si riterranno offesi e scavalcati nella loro professione da queste mie osservazioni. Il fatto e che ormai la classe medica in generale (non tutti i medici, per fortuna) utilizza quale canale informativo privilegiato, oltre alle indicazioni del Ministero della Sanita, le informazioni provenienti dalle stesse case farmaceutiche produttrici dei farmaci. Cosi se un farmaco piu che valido viene considerato poco redditizio, gli informatori farmaceutici lo sbattono nel dimenticatoio e piano piano i medici di base o anche gli specialisti, presi come sono dalla loro attivita frenetica nella cura dei pazienti, non lo tengono piu in considerazione e preferiscono prescrivere farmaci di nuova generazione spesso meno efficaci e piu dannosi.

Insomma ci si dimentica forse con troppa facilita del vecchio adagio: “mai chiedere all’ oste se il vino e buono”.

Acido alfa lipoico e trapianti di fegato

Lo strano caso dell’ acido alfa lipoico

Una storia emblematica

Notizie tratte da:

Burt Berkson “l’ acido alfa lipoicoTecniche Nuove – Milano 2000

traduzione di Loretta Colosio

ISB 88 481 10789

acido alfa lipoico

Quando ero all’ universita intorno alla meta degli anni 60 ero convinto che quella del medico fosse una professione pura. Ero orgoglioso di aver scelto questa professione. Oggi a distanza di 30 anni mi rendo conto che la maggior parte dei medici soprattutto quelli che occupano posizioni di potere dalle quali possono esercitare la loro autorita, non sono minimamente intenzionati a prendere in esame terapie diverse da quelle proposte dalle case farmaceutiche. Anzi, per quanto macabro possa sembrare, molti medici preferirebbero veder morire i loro pazienti piuttosto che salvarne la vita con una terapia alternativa“. (dott. Julian Whitaker nella Prefazione a l’ acido alfa lipoico“di Burt Berkson).

 

In una domenica dell’ Ottobre 1977 il giovane neo laureato, dottor Burt Berkson che lavorava in una grande clinica di Cleveland, Ohio, si dovette occupare di una coppia di anziani che gli erano stati portati in gravi condizioni a seguito dell’ ingestione di funghi velenosi.

Il primario gli disse tre cose: che quelli erano pazienti solo suoi, che non c’ era nulla da fare tranne tenerli sotto osservazione e che l’ uomo sarebbe certamente morto in poche ore.

Ma il dottor Berkson, giovane e ottimista, non poteva accettare l’ idea di starsene li a guardare i suoi pazienti soffrire e morire, cosi si mise a cercare, nei meandri del suo cervello, una soluzione alternativa.

Ricordo di aver letto un articolo su un farmaco europeo utilizzato con successo per curare i casi di grave intossicazione epatica. Si trattava dell’ acido alfa – lipoico una sostanza naturale che il nostro organismo produce in quantita maggiore o minore nel corso della nostra vita. Poiche la principale causa di morte nei pazienti che hanno mangiato i funghi avvelenati e l’ insufficienza epatica il dott. Berkson intui che questa poteva essere una via d’ uscita.

Somministro l’ acido alfa – lipoico ad entrambi i pazienti, per via endovenosa, e nel giro di poche ore, l’ uomo che era stato prossimo a morire disse di sentirsi molto meglio. Dopo tre giorni la donna era quasi tornata alla normalita, dopo una settimana entrambi furono dimessi. I livelli degli enzimi epatici erano tornati normali e il loro fegato si era in gran parte rigenerato.

Non ostante che il primario, in precedenza, avesse detto molto chiaramente che questi pazienti sarebbero morti, quando furono dimessi sostenne che essi si sarebbero ripresi comunque, anche senza l’ acido alfa – lipoico.

Assicuro, anzi, che, per quanto rare, queste guarigioni a volte capitavano.

Nel fine settimana successivo fu ricoverata un’ altra coppia con la stessa diagnosi.

Ancora una volta il primario affermo che entrambi non avevano alcuna possibilita di sopravvivere in quelle condizioni. Anche loro furono affidati alle cure del dott. Berkson, ma gli fu proibito di usare l’ acido alfa – lipoico perche i farmacisti del suo ospedale non ne avevano mai sentito parlare e il prodotto non era presente nell’ elenco dei farmaci in dotazione all’ ospedale.

Ancora una volta il dott. Berkson non se la senti di starsene inerte di fronte a quelle morti annunciate e insistette presso il primario per poter essere autorizzato all’ uso di questo farmaco. Gli fu detto di aspettare fino a che il comitato farmaceutico dell’ ospedale non si fosse riunito per approvarne l’ impiego, ma la riunione del comitato farmaceutico non avrebbe potuto aver luogo che di li a qualche giorno o a qualche settimana intanto l’ organismo dei pazienti degenerava rapidamente.

Gli fu detto di eseguire gli ordini e di lasciar morire queste due persone oppure di prepararsi ad aspre critiche.

Ma anche questa volta il dott. Berkson disobbedi e somministro ad entrambi i pazienti una flebo contenente acido alfa – lipoico.

Subito si videro i primi risultati. Dopo alcuni giorni le funzioni epatiche tornarono alla normalita, e dopo dieci giorni i pazienti furono dimessi in perfetta salute.

Ma il dott. Berkson dovette subire la rabbia e le vendette della medicina ufficiale. Fu sul punto di essere licenziato, ma l’ interessamento mostrato dal National Institute of Health per le straordinarie guarigioni ottenute riusci ad impedire questa ingiustizia.

Al dott. Berkson rimase comunque appiccicata per sempre l’ etichetta di un medico disobbediente e incapace di lavorare in squadra.

L’ acido alfa lipoico: una delle piu importanti scoperte della biochimica

Ignorata da medici e scienziati per lungo tempo oggi questa sostanza, sta salendo alla ribalta per le sue straordinarie proprieta, anche perche priva di effetti collaterali se somministrata nelle giuste dosi.

Grazie ai suoi benefici effetti sulla funzione cellulare e utile per curare non solo le malattie del fegato, ma anche il diabete di tipo 2, l’ immuno depressione, l’ AIDS, la psoriasi, gli eczemi, le ustioni, i tumori della pelle, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, il morbo di Lou Gehrig ed altre malattie neurologiche e degenerative, l’ artrite reumatoide, il lupus sistemico, la dermatosclerosi, alcune malattie autoimmuni, molte malattie oftalmiche, le cardiopatie, i disturbi della circolazione gli ictus e l’ aterosclerosi inoltre elimina molti effetti collaterali provocati da altre terapie e se associato ai giusti antinfiammatori ne potenzia l’ effetto attenuando la percezione del dolore in coloro che sono affetti da gravi forme di artrosi.

Ma quel che bisogna sottolineare e che l’ utilizzo dell’ acido alfa lipoico ha dato sorprendenti risultati nello stimolare la rigenerazione del tessuto epatico in pazienti destinati al trapianto di fegato.

L’ acido alfa lipoico, nella sua forma iniettabile, che richiede la prescrizione medica, ha veramente ridato la vita a persone che altrimenti sarebbero morte.

E logico che se invecchiando il nostro organismo ne produce minori quantita e necessario integrare l’ alimentazione con questa sostanza per mantenerci in forma.

Non sono pochi gli studi scientifici che trattano questo argomento.

Un opera molto tecnica e Lipoic Acid in Health disease a cura di Fuchs et al. (New York, Dekker 1997) citata dallo stesso Berkson.

Sul sito della national library of medicine (Medline) digitando lipoic acid si scoprira l’ esistenza di molti studi che descrivono i successi ottenuti con questa sostanza dalle caratteristiche sorprendenti il cui unico torto, agli occhi dei dirigenti internazionali dell’ industria farmaceutica e quello di costare troppo poco.

per maggiori approfondimenti si consiglia di visionare il sito www.antipredazione.org

Nei giorni scorsi l’ annuncio trionfale: niente più pensione di reversibilità per le vedove

il pianista

Non so se ve ne siate resi conto, ma  mi pare che agli italiani stia avvenendo oggi ciò che è accaduto in Polonia agli ebrei dopo l’ invasione nazista. Ogni giorno  viene tolto un diritto, ogni giorno  viene tolto un mezzo di sussistenza o  viene aggiunta una tassa o vengono aumentate tasse già esistenti e già in precedenza insopportabili. Ogni giorno la vita diventa più difficile e non soltanto per i poveri. Anche le classi medie si stanno rapidamente proletarizzando. Non so come, ma questa classe dirigente è  persino riuscita a cancellare il lavoro. In Italia, forse, non c’è mai stata occupazione piena, ma più o meno la quasi totalità dei cittadini riusciva a lavorare. Qualcuno con più fortuna, altri con più sfruttamento, ma il lavoro c’era. Oggi, invece,  tutte le lavorazioni manifatturiere sono state spostate in paesi in cui abusare del lavoro degli schiavi è la cosa più facile del mondo. Intanto in Italia la disoccupazione nell’ industria arriva a livelli parossistici, i servizi  vengono aboliti o vengono affidati a stagisti, precari, giovani disperati possibilmente a stipendio zero o molto vicino allo zero. Anche il diritto allo studio è stato praticamente cancellato e non soltanto perché gli italiani, pur essendo titolari degli stipendi più bassi d’Europa sono costretti a pagare le tasse universitarie più salate d’ Europa, ma anche perché l’ introduzione dei test di ingresso, come prevedibile, ha escluso dall’ accesso all’ università tutti coloro che non potevano usufruire di spondature  politiche o economiche.  Adesso l’ ultima novità è quella di togliere la pensione di reversibilità  alle vedove. Non è un ritorno all’ Europa del 1800, è un ritorno alla Polonia del 1939…

(Foto tratta da “il Pianista” di Roman Polanski, film di cui si consiglia sentitamente la visione)

In Italia la Previdenza è stata abolita?

Oggi, 8 dicembre 2014, è comparso su IL FATTO QUOTIDIANO un articolo riguardante una strana notizia: pare che l’ OCSE cioè l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico abbia ufficialmente affermato che l’ Italia “ è il primo Paese per peso degli assegni previdenziali sulla spesa pubblica”.

Secondo tale Organizzazione, l’incidenza sul totale delle uscite statali sarebbe del 32% e la riforma Fornero avrebbe reso il sistema più sostenibile ma inciderebbe negativamente sul reddito di chi esce dal lavoro. Dal che l’ OCSE, conclude che “Bisogna lavorare più a lungo”.

Più avanti l’ organizzazione, spiega che la crisi ha spinto la maggior parte dei Paesi a accelerare le riforme per rendere i propri sistemi pensionistici più sostenibili dal punto di vista finanziario, aumentando le tasse sui redditi da pensioni e sui contributi pensionistici, riducendo o rinviando l’indicizzazione delle prestazioni e aumentando l’età pensionabile. Sforzi che, secondo l’ OCSE, si sono tradotti in progressi “incoraggianti”.

Ma il rapido cambiamento demografico in corso e il rallentamento dell’economia globale sottolineano la necessità di riforme continue. Dobbiamo comunicare meglio il messaggio che lavorare più a lungo e contribuire di più è l’unico modo per ottenere un reddito dignitoso in pensione”.

Va subito detto che l’ intero ragionamento è fondato su statistiche non condivisibili che probabilmente sono state utilizzate senza alcun riferimento al contesto al quale si riferiscono.

Del resto l’ OCSE è un’organizzazione internazionale privata di studi economici per i paesi membri cioè un soggetto giuridico privo di qualsivoglia controllo pubblico e che quindi non può esprimere altro se non la personale opinione dei suoi vertici.

Inoltre, dallo stesso articolo, si evince come questi risultati si basino su un errore di fondo che probabilmente inficia qualsiasi confronto con i dati di altri paesi.

Infatti l’ OCSE afferma che “ogni dieci euro di spesa pubblica, l’Italia ne destina 3,2 alle pensioni“, senza fare alcun distinguo fra pensioni sociali, cioè quelle attribuite alle persone anziane prive di reddito e che non hanno mai versato contributi (spesa pubblica) e le pensioni dei lavoratori che per tutta la vita hanno versato una quota del proprio reddito detraendola dal proprio salario (stipendi differiti, di proprietà dei lavoratori fin dall’ origine). A causa di questa fantasiosa commistione contabile (per altro tutta italiana), di fatto, l’ Inps paga le pensioni sociali utilizzando i contributi versati dai lavoratori SENZA ALCUN ESBORSO DA PARTE DELLO STATO. Pertanto è evidente che l’ affermazione dell’ OCSE dovrebbe essere così modificata: “ogni dieci euro di spesa pubblica i lavoratori italiani sborsano già DI TASCA LORO 3,2 euro per le pensioni, comprese le pensioni sociali che dovrebbero essere a carico della finanza pubblica e comprese le altissime pensioni dei boiardi di stato e dei dipendenti statali per le quali lo stato non ha mai versato un solo euro“. Allora la mia domanda è questa: con quale diritto si chiede ai lavoratori italiani, già oppressi da simili ingiustificati pesi, di rinunciare ai propri sacrosanti diritti previdenziali per regalare ancora allo stato, non altri soldi, ma anni di lavoro e di vita?

L’ oppressione generata dalla riforma Fornero non basta ancora, bisogna aggiungere sopruso a sopruso finché la società italiana non sarà stata riportata interamente al 1850?

 

 

INCOSTITUZIONALITA’ DELLA RIFORMA DELLE PENSIONI MONTI/FORNERO

 

La finanziaria 2011 varata da Mario Monti, che contiene la così detta “riforma” delle pensioni, è gravemente anticostituzionale sia nel contenuto che nella procedura utilizzata per la sua approvazione.

E’ anticostituzionale nella procedura perché il decreto legge è previsto nella nostra Costituzione all’ art. 77  come procedura eccezionalissima da utilizzare  solo in casi di straordinaria necessità ed urgenza. Ci è stato fatto credere che la necessità e l’ urgenza fossero dovute allo spread che indeboliva i nostri titoli di stato  e alla grave situazione finanziaria internazionale, e poi, come si è visto, lo spread dopo l’ approvazione del decreto legge  non si è affatto abbassato.  Mentre, per assurdo, lo spread si è abbassato proprio dopo le dimissioni di Monti.

Del resto è contrario alla costituzione (oltre che eticamente  proditorio) anche l’ aver incluso la così detta “riforma” delle pensioni all’ interno di una legge finanziaria per impedire ai cittadini di abolire questa legge iniqua  con un normale referendum (non è ammesso referendum per leggi tributarie e di bilancio – art. 75 Cost.).

Che questo sia un sistema  per impedire ai cittadini di avvalersi degli strumenti costituzionali posti a loro tutela è abbastanza palese, basti pensare al fatto che l’ allungamento dell’ età pensionabile riguarda semmai il bilancio dell’ INPS non certo quello dello stato italiano e che l’ allungamento dell’ età pensionabile nulla ha a che vedere con i tributi.

Del resto è anche  evidente che i versamenti effettuati direttamente dai lavoratori per la propria pensione sono denari di proprietà dei lavoratori e quindi non sono denaro pubblico, così anche  i versamenti pensionistici  effettuati dalle imprese sulla posizione di ogni singolo lavoratore sono stipendi differiti e come tali anch’ essi di proprietà dei lavoratori. E’ pertanto evidente che le pensioni dei lavoratori sia pure non ancora percepite non sono  denaro pubblico.

Quindi  è chiaro che l’ introduzione di simili norme (per altro gravemente lesive di diritti umani fondamentali garantiti dalla stessa costituzione) all’ interno di una legge finanziaria  rappresenta di per sè  una grave violazione di principi costituzionali censurabile da parte della Consulta.

Vi è ancora da aggiungere che, con sistemi poco ortodossi, si è anche impedita la discussione in aula del decreto legge e che esso è stato forzosamente approvato dai vari partiti politici presenti in parlamento in quanto all’ approvazione del decreto legge è stato collegato il voto di fiducia al governo, in aperta violazione di quanto previsto dall’ art. 72 della Costituzione (che sancisce l’ obbiligo di votazione delle leggi articolo per articolo). E il voto di fiducia al  governo è stato indotto con la minaccia che se non si fosse votata la fiducia al governo Monti l’ Italia sarebbe caduta in una gravissima crisi finanziaria.  Cosa  per altro possibile dal momento che Monti è spondato dai maggiori finanzieri del mondo che certo non esiterebbero a dargli ina mano in tal senso. A parte il fatto che amche i dati statistici sembrano da qulache tempo piuttosto incontrollabili per non dire decismente ballerini, cosa che inficia in radice la loro attendibilità.  Comunque è strano che sia stata massicciamente votata in Parlamento questa finanziaria che nessuna persona dotata di media onestà e di minima conoscenza della nostra costituzione e dei principi generali del diritto  avrebbe mai potuto votare.

La legge finanziaria approvata dal governo Monti è poi anticostituzionale anche nel contenuto perché:

  1. aumenta a dismisura l’età pensionabile delle donne      (compresa l’ età pensionabile della      pensione di  vecchiaia) anche per      chi era già prossimo al pensionamento e ciò  in grave contrasto con gli  artt.      3, 31, 35, 37, 38 e 53  della Costituzione Italiana (art. 3:tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti      alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni      politiche, condizioni personali e sociali”, art. 31: “la Repubblica agevola      con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e      l’ adempimento dei compiti relativi”, art. 35: “la Repubblica tutela      il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”,  art.      37:la donna lavoratrice ha gli      stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano      al lavoratore. Le condizioni di      lavoro devono consentire l’ adempimento della sua funzione familiare, art. 38:ogni cittadino      inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al      mantenimento e all’ assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano PREVEDUTI E ASSICURATI  mezzi adeguati alle loro esigenze di      vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria…(omissis) ….ai compiti      previsti in questo articolo provvedono organi e istituti predisposti o      integrati dallo stato”, art. 53:      “tutti sono tenuti a concorrere      alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il      sistema tributario è informato a criteri di progressività” ).

Più specificatamente la riforma Monti è in contrasto con l’ art. 38 della Costituzione perché PRE – VIDENZA significa poter PRE – VEDERE il proprio futuro in caso di vecchiaia e tutti i lavoratori e in particolare le donne lavoratrici sono state messe in condizioni di non poter più PRE –VEDERE il momento del loro pensionamento per vecchiaia, anzi di essere colte di sorpresa a un passo dal pensionamento da riforme che addirittura spostano,  in qualche caso, di dieci anni il pensionamento previsto e prevedibile alla data della propria assunzione. Ora è evidente che – almeno per quel che riguarda la pensione di vecchiaia – sia le riforme del governo Berlusconi che la finanziaria del governo MONTI sono gravemente ANTICOSTITUZIONALI e dico anticostituzionali, non incostituzionali, perché intendo dire che esse sono palesemente antitetiche alla nostra costituzione più ancora che contrarie alla nostra costituzione. Perché è evidente che non si può spostare la data del pensionamento per la pensione di vecchiaia per chi ha già cominciato a lavorare senza  impedire al lavoratore di prevedere il suo futuro.  Questo è anche in contrasto con l’ art. 3 della Costituzione  che sancisce uno dei più importanti diritti umani universalmente riconosciuti: l’uguaglianza del cittadino di fronte alla legge. Se poi si pensa che sono stati particolarmente colpite alcune categorie di persone – particolarmente i nati negli anni 1951 -1952 -1953 si comprende che  da  qui alle leggi razziali poco ci manca. A tal proposito vorrei  ricordare che fino ad alcuni decenni fa      la giurisprudenza costante e indiscussa della Suprema Corte riteneva immodificabili  le leggi previdenziali (anche relative alla pensione di anzianità) per chi   aveva già iniziato a lavorare. Si pensava, infatti, che costituisse grave      violazione dell’ art. 38 della  Costituzione, modificare in itinere      le condizioni pensionistiche del lavoratore che già aveva iniziato a versare i contributi secondo una  certa pre – videnza (o pre – visione)   del suo futuro. Si trattava di un principio giusto e sacrosanto.      Anche perché i vecchi, si sa,  non      hanno più la forza di protestare contro i soprusi che vengono attuati      contro di loro e devono essere preservati almeno dalla legge nei propri  diritti fondamentali. D’ altra  parte è giusto che dopo una vita di lavoro (e di cospicui versamenti) si  possa avere un ritorno che – ribadisco – non è una graziosa elargizione   dello stato, ma uno stipendio già maturato nel corso della propria vita   lavorativa.

E gli esodati? qualcuno è stato salvaguardato altri no. Insisto col dire che di qui alle leggi razziali poco ci manca.      Comunque è indubitabile che si      tratta quantomeno di gravi violazioni di diritti umani. E anche di gravi violazioni della verità. Infatti ho sentito i fautori di Monti rispondere a questo proposito in alcuni talk show che il governo ha fatto moltissimo per gli esodati stanziando alcuni milioni di euro. Pazzesco! Gli esodati, come tutti i lavoratori hanno pagato per anni fior di quattrini all’ INPS o altri fondi previdenziali per vedersi riconosciuta la pensione in base a criteri allora stabiliti, e poi, al raggiungimento del traguardo, questi criteri vengono unilateralmente modificati impedendo loro ogni previsione  del futuro, mentre il governo dichiara che per sistemare le cose ha dovuto stanziare dei fondi. Ma, di grazia, dove sono finiti i contributi versati da lavoratori e imprese?  E poi a chi o a quale ente lo stato avrebbe versato questi fondi? Sono pronta a ripetere fino alla nausea che le pensioni le paga l’ INPS, ma non mi pare che sul bilancio dell’ INPS siano stati stanziati fondi aggiuntivi da parte dello stato per gli esodati. E poi come la mettiamo con la riserva matematica? E’ impossibile che l’ INPS non avesse i fondi per pagre le pensioni agli esodati e ciò per due ragioni. Prima di tutto perchè l’ INPS alla data della riforma Monti – Fornero non aveva i conti in rosso, secondariamente perchè l’ INPS, come  qualsiasi fondo previdenziale,  è tenuto ad adeguare i suoi bilanci alla riserva matematica. La riserva matematica è un parametro calcolato dall’ attuario mediante il quale si stabilisce quale patrimonio il fondo pensionistico deve avere in cassa per poter garantire le pensioni dei futuri 5 anni. Perciò è impensabile che da un giorno all’ altro si possa scoprire che l’ INPS non può più pagre le pensioni. Se i conti attuariali stabiliscono che il capitale detenuto dall’ INPS non è sufficiente per pagare le pensioni, lo si viene a sapere 5 anni prima, in tempo per correre ai ripari senza   dannegggiare nessuno. Quindi  non possono accadere drammi come quello di cui siamo appena stati testimoni o, in qualche caso, protagonisti.

Infine la riforma Monti è in contrasto con gli artt. 3, 31 e 37 della Costituzione anche perchélafissazione della pensione di vecchiaia per le donne in misura anticipata rispetto ai colleghi uomini  era una norma introdotta per ristabilire l’ eguaglianza della donna lavoratrice rispetto ai colleghi  maschi in quanto le donne lavoratrici svolgono da sempre un doppio lavoro ed è giusto operare almeno questa piccola compensazione costituzionalmente garantita (art. 37 Cost.: la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità  di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore” in tal senso l’ anticipazione della pensione di vecchiaia rappresentava e rappresenta una  piccolissima compensazione retributiva per il doppio lavoro da sempre svolto) inoltre questa norma permetteva alle donne di occuparsi della propria famiglia (a 55 anni in generale le donne subiscono un ulteriore sovraccarico di lavoro dovendo assistere      genitori anziani e suoceri anziani e comunque a quell’ età si diventa      nonne ed anche occuparsi di nipoti che, nel mondo di oggi, hanno sicuramente      una madre lavoratrice è occuparsi della propria famiglia).  Ma se si elimina questa norma, dove vanno      a finire le agevolazioni previste dall’ art. 31 della Costituzione e l’ adeguamento delle condizioni      di lavoro agli obblighi familiari previsto dall’ art. 37 della Costituzione medesima? ovviamente la riforma      Monti contrasta anche con l’ art.      35 della costituzione che stabilisce la tutela del lavoro in tutte le      sue forme ed applicazioni infatti      anche gli obblighi familiari delle donne sono lavoro.

La riforma Monti contrasta gravemente con la Costituzione      italiana in tema di equità fiscale. La nostra Costituzione infatti prevede      all’ art. 53  che tutti debbano concorrere alle spese      pubbliche in ragione della propria capacità contributiva e che il sistema      tributario sia informato a criteri di progressività. Ora è evidente che l’      allungamento dell’ età pensionabile significa di fatto imporre una tassa gravosissima solo sulle spalle dei lavoratori . Tanto per fare un esempio:      un operaio che guadagni mille duecento euro al mese e che sia prossimo ad      andare in pensione con mille euro al mese, calcolando un aumento dell’ età      pensionabile di cinque anni, viene      di fatto condannato a pagare una tassa pari ad € 65.000 (diconsi sessantacinquemila euro), cioè      pari all’ importo della pensione della quale è stato defraudato. Perché se      lo stipendio viene erogato a fronte di una prestazione, la pensione invece      viene erogata comunque: si tratta di denaro e basta. In sostanza se io      lavoro vengo pagato, mentre la pensione mi viene erogata anche se non      lavoro, e anzi io potrei percepire una pensione e mettermi a lavorare, le      due cose non  sono incompatibili. Inoltre      come già detto la pensione è uno      stipendio differito quindi si tratta di somme già di proprietà dei      lavoratori che lo stato, con totale arbitrio, espropria – non si sa perché      – in favore dell’ INPS. Quindi è evidente che Mario Monti, con questa      legge, di fatto, ha gravemente tassato       i poveri lasciando indenni i ricchi. Chiunque comprende che una      tassa, supplementare e in un solo colpo,  di 65.000      euro a carico di un lavoratore che, con i suoi sudori, guadagna mille      duecento euro al mese è una tassa assolutamente iniqua e apertamente      contrastante con l’ art. 53      della Costituzione perché travalica – e di molto –  la capacità contributiva di quel cittadino.      Tanto più che, per definizione, questa tassa è stata applicata soltanto a      chi lavora mentre i veri ricchi che vivono di rendite finanziarie senza      lavorare e senza avere mai lavorato ne sono del tutto esenti (“L’Italia è una Repubblica democratica      fondata sul lavoro”. Di fronte a queste cose anche l’ articolo 1 della Costituzione suona ormai      ironico). Del resto è evidente      che qualsiasi tassa deve gravare sulla fiscalità generale, non su singole      categorie di persone perché altrimenti si ricade nuovamente in una grave      violazione dell’ art. 3 della      Costituzione, articolo fondamentale, universale ed irrinunciabile che      sancisce l’ uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, di fronte allo      stato, di fronte a qualsiasi pubblica istituzione.

la riforma      Monti contrasta anche con i più elementari principi del diritto privato.      Infatti qualunque automobilista fissa le proprie condizioni assicurative      al momento del pagamento del premio a fronte dell’ impegno da parte dell’      assicurazione di pagare al momento del verificarsi del sinistro. Invece la      riforma Monti ha praticamente esentato l’ ente pensionistico dal pagare il      dovuto quando, per molte persone,  già si erano verificate le condizioni      concordate del “sinistro”, cioè della loro sopravvivenza fino all’ età      pensionabile.  Come se l’      automobilista dopo aver pagato diligentemente il premio assicurativo fino      all’ ultimo soldo si trovasse davanti un’ assicurazione inadempiente in      caso di incidente perché una legge dello stato l’ ha esentata dai suoi      obblighi. Niente sarebbe  più      ingiusto ed assurdo se si trattasse di semplici contratti assicurativi      sottoscritti da privati. Trattandosi di pensioni dei lavoratori e ancor      più di pensioni di vecchiaia, e ancor più di stipendi differiti, si ricade    in qualcosa di peggio che, a mio parere, costituisce un vero e proprio reato, che, spero,  le procure italiane  vorranno ravvisare.

In sostanza questa riforma delle pensioni è stata piuttosto strana: infatti, come già detto, le pensioni le paga l’ INPS e il bilancio dell’ INPS è distinto e separato da quello dello stato. Inoltre il bilancio dell’ INPS, da anni, non è in rosso. Anzi nel 1996 sono stati (come sembra) girati all’ INPS circa 10 miliardi di euro provenienti dai fondi GESCAL (cioè fondi versati da tutti i lavoratori italiani per costruire le loro case di edilizia convenzionata). Questi  fondi GESCAL non erano stati mai usati (chissà perché) per lo scopo  per il quale erano stati costituiti e – ai sensi di legge e di svariate  sentenze della Corte Costituzionale – avrebbero potuto essere utilizzati esclusivamente per altri servizi in favore degli stessi lavoratori che li avevano versati. Il ministro Dini dichiarò allora che i fondi GESCAL sarebbero stati usati per finanziare la sua riforma delle pensioni. Si dà il caso però che la riforma Dini non solo non riconosceva un centesimo in più ai lavoratori, ma semmai toglieva loro diritti e denaro, dunque non si comprende per cosa siano stati utilizzati questi 10 miliardi di euro di cui, da allora, non si è più avuta alcuna notizia. Del resto, come noto, l’ INPS  non è esclusivamente un ente previdenziale, ma eroga anche pensioni assistenziali, cioè pensioni a persone indigenti che non hanno mai versato nulla. queste pensioni dovrebbero essere finanziate dallo stato con la fiscalità generale e invece vengono proditoriamente finanziate con i contributi dei lavoratori. L’ INPS eroga anche finanziamenti alle imprese sotto forma di finanziamento a corsi di formazione professionale. Ritengo quindi che molti dei fondi GESCAL siano andati alle imprese  per finanziare attività che sarebbero state effettuate comunque, a spese delle stesse imprese. Resta il fatto che lo stato, in quanto tale, di certo non finanzia le pensioni dei lavoratori.

Dunque semmai è l’ INPS che (in aperto contrasto col dettato costituzionale), con i soldi dei lavoratori, fino ad ora ha finanziato lo stato (e le imprese), non viceversa.

Allora dove sta l’ interesse dello stato a ridurre l’ età pensionabile e gli importi delle pensioni? Forse a farsi ancora arbitrariamente finanziare dall’ INPS qualche altro esborso in favore delle grandi imprese? o forse tutto questo è stato fatto perchè pochi mesi dopo doveva avvenire, come poi è avvenuta, la fusione nell’ INPS del fondo pensioni dei boiardi di stato, quello per capirci che eroga pensioni da 30 mila euro al mese a gente che nel migliore dei casi ha scaldato una sedia per anni e nel peggiore ha mandato in rovina l’ impresa statale che amministrava? Inutile dire che questo fondo pensionsottolineando cher i di cui, al momento, non ricordo il nome,  è approdato all’ INPS portando in dote un debito stratosferico. Ma questa notizia è passata velocemente al telegiornale e nessuno l’ ha commentata, evidentemente per non sottolineare troppo….

Per tutti i motivi che precedono, a Gennaio 2012 ho inviato un esposto – querela a tutte le Procure d’ Italia chiedendo che tuttii responsabili di questo scempio fossero perseguiti per attentato alla Costituzione (un reato che prevede nel minimo 12 anni di carcere)  e ho inviato a giugno 2012 un esposto alla Corte Costituzionale chiedendo che fosse dichiarata,  d’ ufficio, l’ incostituzionalità della riforma Monti Fornero e di tutte le precedenti riforme che hanno cambiato in peggio per i lavoratori  la situazione previdenziale italiana.

Questo ho fatto in quanto la riforma Monti ed altre riforme similari sono state inglobate in leggi finanziarie per impedire che su di esse fosse richiesto un referendum e perchè la riforma Monti impedisce anche ai cittadini di adire la Corte Costituzionale con un normale ricorso all’ interno di un procedimento.

Per ora la Corte Costituzioale non ha dato alcun cenno di risposta. Ho quindi postato una petizione su Avaaz, per evitare che il mio esposto cada nel dimenticatoio. Se saremo in molti a firmare la Corte Costituzionale non potrà ignorare le nostre richieste. Invito quindi tutti coloro che sono d’ accordo con quanto ho scritto a dare la propria adesione alla petizione cliccando sul seguente link:

http://www.avaaz.org/it/petition/giu_le_mani_dalle_pensioni/

30 Gennaio 2013

Donatella Savasta Fiore

 

Gli angustiati

Nessuno riesce a tollerare che il Movimento 5 Stelle stia all’ opposizione

Ogni volta che accendo ladon abbondio tivvù  mi sento male. Il parlamento solo oggi si è insediato e sono già tre giorni che tutti attaccano gli eletti del Movimento 5 Stelle come se fossero i veri responsabili dello sfascio italiano. Non sono ancora riusciti a dire “beeh” che già non li lasciano più parlare. Uno spettacolo indegno.

Ma dov’è la democrazia? Dove sono i diritti dei cittadini e degli elettori  se addirittura si sente dire (e l’ ho sentito dire, ahimè,  ripetutamente) che la Costituzione non prevede vincolo di mandato, sottintendendo con queste parole che i neo eletti sono liberi, anzi obbligati a fare esattamente il contrario di quello che hanno promesso agli elettori in campagna elettorale. Continua a leggere

Elezioni Politiche 2013

giullare2
LA VITTORIA DEL MOVIMENTO 5 STELLE SCATENA LA COMICITÀ  INCONSCIA DEI POLITICI ITALIANI

 

Non mi sono mai divertita tanto come ad  ascoltare i commenti post elettorali televisivi di questi giorni.

Una matura e distinta signora, a quanto pare autrice di un dottissimo libro che narra la storia del movimento di Grillo, si è scagliata in un’ invettiva contro il popolo italiano che a suo parere non sarebbe ancora pronto a votare in massa  per un partito moderato e sobrio  che rappresenta il fior fiore dell’ “intellighentia” internazionale. Sembra strano, ma alludeva al PD.

Un’ altra giovane e rampante fanciulla – sempre aderente al PD –  continuava a ripetere: “bisognerà proprio,  nei prossimi giorni, interrogarsi sulle cause di questa perdita di voti”.

Ma come?! Avete sostenuto il governo Monti approvando, a scatola chiusa, al fianco di Berlusconi e soci,  i provvedimenti più ingiusti e antidemocratici che la storia italiana del dopoguerra  ricordi e vi domandate perché molti elettori hanno disertato le vostre liste. Ma io mi stupisco che abbiate ancora un voto, tolti quelli vostri e delle vostre famiglie!

Prendiamo ad esempio la riforma delle pensioni: avete gettato sul lastrico qualche centinaio di migliaia di persone (gli esodati, ma non solo) che si sono ritrovate senza stipendio e senza pensione dopo quaranta anni di onesto lavoro e di contributi versati e avete tolto definitivamente la pensione a tutti gli altri.

Riassumo brevemente la situazione: la riforma Maroni/Berlusconi aveva già  spostato l’ età della pensione di vecchiaia delle donne – in un colpo solo – da 55 a 60 anni. Poi è intervenuta la riforma Monti/Fornero che ha ulteriormente spostato l’ età pensionabile delle pensione di vecchiaia, per tutti, da 60 anni a 67 anni. Nei mesi scorsi però è intervenuto non so quale quoziente di aumento automatico stabilito per legge e – di fatto – oggi , per tutti i lavoratori ancora in servizio l’ età pensionabile,  per vecchiaia, è stata spostata a 70 anni. Quindi, qualcuno – in particolare  se donna  –  si è visto spostare l’ età pensionabile in avanti addirittura di 15 anni.

Per “compensare” questo grave sopruso, il quantum della pensione è stato, poi, notevolmente ribassato con l’ applicazione del sistema contributivo, per cui, contro ogni logica, più si lavora, più contributi si versano e meno si prende di pensione. In sostanza, senza nessun dibattito né parlamentare né sociale, la nostra previdenza  è stata  trasformata  da sistema solidaristico a sistema finanziario. Di fatto si sono costretti i lavoratori a sottoscrivere una sorta di derivato a rischio con i risparmi che avrebbero dovuto garantire loro una vecchiaia.

Tutto questo è gravemente incostituzionale oltre che sommamente ingiusto. Perché rappresenta un’ imposizione di una tassa gravosissima esclusivamente sulle classi lavoratrici.

Infatti la pensione non è una graziosa elargizione dello stato e non fa parte del welfare, ma è, da un lato, uno stipendio differito pagato dalle imprese e dall’ altro un accantonamento pagato dai lavoratori con fior di trattenute sulla propria retribuzione.  Il denaro statale non c’ entra affatto e neppure il bilancio statale perché questi denari vengono versati all’ INPS o ai fondi pensione di competenza, quindi si tratta di provvedimenti inspiegabili con la logica ordinaria.

Faccio un esempio che serve a chiarire meglio la situazione: immaginiamo un operaio della Fiat che guadagna 1.200 euro al mese e che avrebbe avuto diritto a 60 anni ad una pensione di 1.000 euro al mese. Lo spostamento della sua pensione dieci anni più avanti gli costa la non piccola somma di 130.000 euro (sì: centotrentamila euro cioè 1.000 euro al mese per 13 mensilità= 13.000 euro l’ anno, per 10 anni=130.000 euro). Quindi un lavoratore a 1.200 euro mensili di stipendio è stato tassato in un solo colpo di 130.000 euro. Perché la pensione è denaro.  Infatti la pensione non è incompatibile con il salario.  Ma a nessun ricco in Italia è stato imposto un tributo tanto gravoso anche in termini assoluti.

Articolo 53 della Costituzione italiana: “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Ma come si fa a sostenere che un’ imposizione improvvisa di 130.000 euro su una persona che guadagna 1.200 euro al mese sia proporzionata alla sua capacità contributiva e al suo reddito?!

Se poi si aggiunge che questa così detta “riforma” è anche contraria ad altri fondamentali diritti garantiti dalla nostra costituzione quali: l’ art. 3:tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”, l’ art. 31: “la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’ adempimento dei compiti relativi”, l’ art. 35: “la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”, l’ art. 37:la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’ adempimento della sua funzione familiare, art. 38:ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’ assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano PREVEDUTI E ASSICURATI  mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria…(omissis) ….ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi e istituti predisposti o integrati dallo stato” ben si comprende come il problema dell’ aumento dell’ età pensionabile sottenda  ben altro come la stessa sussistenza dello stato democratico.

Ma se non ci si rende neppure conto che imporre tasse di ogni genere scollegate dal reddito (IMU compresa), e imporle per di più solo sulle spalle dei poveri  è ingiusto, anticostituzionale e fa perdere voti,  vuol proprio dire che non si vede più in là del proprio naso e che a maggior ragione non si è in grado di governare una nazione.

Ma continuiamo con le affermazioni divertenti di questi giorni.

Alla domanda: “quale sarà, a vostro parere, la prima cosa da fare da parte del governo?” si sono sentite le risposte più disparate:  politica,  legalità,  elezioni, economia,  tasse,  sviluppo, soprattutto lavoro, lavoro, lavoro (senza menzione dello stipendio, è ovvio).

Nessuno si è sognato di dire che la prima cosa da fare è abolire la riforma Monti /Fornero sulle pensioni. Eppure non c’è cosa più facile da fare per assicurare a questo paese un po’ di giustizia sociale e l’ immediata ripresa del turn over occupazionale sia nell’ impiego pubblico che nell’ impresa privata.

Mi pare che centomila esodati che tornano ad avere un reddito  possano già dare un piccolo impulso alla microeconomia. Senza contare le nuove assunzioni che si aprirebbero per il pensionamento degli aventi diritto.

E poi resta sempre da chiarire il mistero di fondo: perché il governo italiano ha varato questa riforma che ha esentato l’ INPS (e altri fondi) dal pagare il dovuto?

A costo di ripetermi: l’ abolizione delle pensioni non incide sul bilancio statale. L’ INPS ha un bilancio autonomo e diverso, per altro non in rosso.  Ci siamo sentiti dire che la riforma si imponeva perché non c’ erano più i soldi, ma questo tecnicamente non è possibile, prima di tutto perché non si tratta solo del bilancio dell’ INPS ma anche dei bilanci di altri fondi pensione ed è molto improbabile che siano tutti in difficoltà, poi perché tutti i bilanci previdenziali devono essere adeguati alla riserva matematica, cioè alle risultanze dei calcoli attuariali che stabiliscono ogni cinque anni quale deve essere la somma accantonata per garantire le pensioni dei cinque anni successivi.  Allora o si dice che tutti gli attuari di tutti i fondi pensione hanno sbagliato i calcoli clamorosamente (e forse a qualche procura interesserebbe sapere il perché) oppure si deve ammettere che questa legge è stata varata sulla base di pretesti non veritieri.

Per quale motivo? Si possono fare  solo ipotesi:

1. Il governo Monti ha messo le mani avanti con un provvedimento assunto PRIMA del verificarsi dell’ evento dannoso e impoverente costituito dalla successiva fusione nell’ INPS (deliberata in seguito dal governo stesso) di alcuni fondi pensione indebitatissimi che dovevano garantire la vecchiaia miliardaria dei boiardi di stato ?
2. Il governo Monti ha obbedito servilmente alle richieste di Draghi e Trichet che, non si sa bene per qual motivo,  pretendevano questi sacrifici umani?
3. Il governo Monti ha obbedito al club BILDELBERG che, a livello internazionale, vuole  l’ abolizione totale delle pensioni perché questo sarebbe la premessa necessaria per poter dar corso a un’ ulteriore globalizzazione prelusiva del nuovo ordine mondiale?

Forse non è necessario scegliere fra l’ una e l’ altra ipotesi, forse si tratta di tutte queste cose insieme. Ma qualunque sia la causa si tratta di una causa inconfessabile, ingiusta e illegittima. Tanto è vero che è tenuta celata o comunque non è espressa con chiarezza.

L’illiceità ha bisogno di ombra.