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L’angolo vegano

L’angolo delle patate

Donatella Savasta Fiore

La verità sui trapianti di fegato ovvero l’ utilizzazione dell’ acido alfa lipoico per evitare i trapianti al fegato

Il 30 settembre 1946, i giudici del tribunale del Processo di Norimberga condannarono le SS, dichiarandole un’ organizzazione criminale.

I giudici sottolinearono questa sentenza dichiarando che: le SS vennero usate per scopi che erano criminali, che comprendevano: la persecuzione e lo sterminio degli ebrei, brutalita ed esecuzioni nei campi di concentramento, eccessi nell’amministrazione dei territori occupati, l’amministrazione del programma di lavoro schiavistico e il maltrattamento e assassinio di prigionieri di guerra (IMT, 1946, Vol. XXII, p. 516, in: Hoehne, 1969, p. 3). La sentenza continuava dichiarando che il sospetto di crimini di guerra avrebbe coinvolto tutte le persone che erano state ufficialmente accettate come membri delle SS… che divennero o rimasero membri dell’organizzazione sapendo che veniva usata per commettere atti dichiarati criminali dall’articolo 6 dello statuto di Londra sui crimini di guerra (International Military Tribunal, 1947-1949, Vol. XXII, p. 517 in: Hoehne, 1969, p. 3).

Gli esperimenti nazisti su esseri umani nei lager riguardavano esperimenti sulle grandi altezze, sul congelamento, sulla potabilita dell’acqua marina, ustioni e avvelenamenti sperimentali con il fosgene e l’iprite, ricerche sul tifo petecchiale, esperimenti sugli omosessuali, tecniche e pratica della castrazione nell’uomo e nella donna, esperimenti sulla dissenteria, febbre gialla, tubercolosi sui bambini, condotti dal medico Kurt Heissmeyer, epatite virale, esperimenti sui gemelli e sui nani, infezioni sperimentali nell’uomo per lo studio dei sulfamidici, fratture e trapianti sperimentali di ossa, trapianti sperimentali di organi, raccolta di scheletri e di crani, esperimenti con i veleni, esperimenti di vivisezione, esperimenti sui gruppi sanguigni, esperimenti psichiatrici, esperimenti ginecologici, esperimenti sulla denutrizione.

Comunque il processo di Norimberga fu quasi una farsa: i gerarchi nazisti catturati e condannati furono relativamente pochi. I veri responsabili dello sterminio, in maggioranza, riuscirono a sfuggire alla cattura grazie all’ organizzazione O.D.E.S.S.A. (acronimo tedesco di Organisation Der Ehemaligen SS-Angehoerigen, Organizzazione degli ex-membri delle SS).

La nascita di O.D.E.S.S.A. va riportata ad un momento anteriore alla fine della guerra: il 10 agosto 1944, alla “Maison Rouge“, a Strasburgo.

Settantasette nazisti che non si facevano alcuna illusione su quello che sarebbe stato l’esito finale della guerra, si riunirono per organizzare la loro salvezza. Giunsero alla casa i portavoce dei piu alti gerarchi, quali Martin Bormann, Albert Speer, Wilhelm Canaris, e i piu grandi industriali e banchieri tedeschi. I primi miravano solo a scamparla, i secondi a conservare gli immensi guadagni accumulati con le forniture belliche allo stato tedesco. Nel migliore dei casi infatti gli uomini delle SS sarebbero stati condannati a morte dai vincitori e gli imprenditori espropriati di tutti i loro averi.

I due gruppi trovarono un accordo reciprocamente vantaggioso: gli imprenditori avrebbero finanziato la fuga dei gerarchi, i quali avrebbero custodito e gestito tutti i capitali trasferiti all’estero. I gerarchi avrebbero cioe permesso la fuoriuscita di capitali tedeschi in paesi amici e in cambio gli industriali avrebbero “ringraziato” nominandoli dirigenti tecnici delle ditte trapiantate all’estero.

A seguito dell’incontro di Strasburgo cospicue somme di denaro vennero subito trasferite in banche di Paesi neutrali: Svizzera, Spagna, Turchia e soprattutto Argentina e Paraguay. Con i capitali tedeschi vennero create di li a poco numerose societa commerciali: secondo un rapporto del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che risale al 1946 furono in complesso 750 le imprese finanziate dagli industriali nazisti; 112 in Spagna, 58 in Portogallo, 35 in Turchia, 214 in Svizzera, 98 in Argentina e 233 in varie altre nazioni, fra cui l’ Italia.

Ad aiutare i gerarchi in fuga, secondo Wiesenthal, sarebbero stati alcuni prelati della Chiesa cattolica e in particolare i francescani che nascondevano i fuggiaschi da un monastero all’altro. Wiesenthal ritiene che tale aiuto sia stato dato fraintendendo il concetto di carita cristiana. Ricercati come Heinrich Mueller, Capo della Gestapo e molti altri criminali di guerra probabilmente utilizzarono O.D.E.SS.A. per scomparire e finirono col non essere mai piu ritrovati; altri nazisti come Adolf Eichmann, Erich Priebke, Klaus Barbie, Aribert Heim, trovarono rifugio in America Latina, essenzialmente in Paesi senza estradizione, e poterono essere smascherati e assicurati alla giustizia solo dopo molti anni.

Josef Mengele, il crudelissimo medico che ad Aushwitz uccideva i bambini con i suoi esperimenti, e che si era particolarmente occupato di trapianti di organi, scoprendo dopo aver sacrificato molte vittime, che essi potevano avvenire solo fra persone vive, pare, invece, essere stato assunto dalla CIA affinche rendesse noti agli americani i risultati delle sue ricerche effettuate nei campi di sterminio e affinche potesse proseguire i suoi studi sul cervello umano, sui gemelli e sui trapianti.

Insomma sembra che la struttura organizzativa nazista sia sopravvissuta alla sconfitta ed abbia continuato ad essere occultamente e atrocemente operativa in Europa e negli Stati Uniti, occupando spesso livelli di vertice e infiltrandosi capillarmente nelle istituzioni.

Ho fatto questa premessa che alcuni potranno considerare fantasiosa perche, secondo me, tutto quanto precede, se dimostrato, potrebbe spiegare molte cose strane anche in relazione al ribaltamento totale dell’ etica, avvenuto in questi anni, sul problema degli espianti.

E’ stato necessario cambiare filosofia e linguaggio per mascherare il fatto incontrovertibile che gli espianti avvengono da persone vive.

Per di piu da qualche tempo sta cominciando a venire a galla il problema dei costi che la collettivita deve affrontare per l’ acquisto di farmaci anti rigetto.

Per esempio, se il dato e veritiero, sembra, a quanto si legge su alcuni siti internet, che il costo che deve affrontare la sanita pubblica per rifornire di farmaci ogni paziente trapiantato al fegato sia pari a circa centomila euro.

Per contro questa stessa somma viene, correlativamente, acquisita dalle case farmaceutiche produttrici dei farmaci anti rigetto, si puo quindi concludere che ogni trapianto al fegato rappresenti un disastro per la sanita pubblica italiana e un notevole introito per gli industriali del farmaco interessati.

Anche questa osservazione potrebbe spiegare il motivo del moltiplicarsi dei tanti trapianti di fegato molti dei quali, invece, potrebbero essere evitati se soltanto si somministrassero ai pazienti interessati alcune flebo di acido alfa lipoico del valore, aihme, di poche decine di euro.

Sono gia sicura che questo mio post verra attaccato da centinaia di medici inferociti, i quali, in perfetta buonafede si riterranno offesi e scavalcati nella loro professione da queste mie osservazioni. Il fatto e che ormai la classe medica in generale (non tutti i medici, per fortuna) utilizza quale canale informativo privilegiato, oltre alle indicazioni del Ministero della Sanita, le informazioni provenienti dalle stesse case farmaceutiche produttrici dei farmaci. Cosi se un farmaco piu che valido viene considerato poco redditizio, gli informatori farmaceutici lo sbattono nel dimenticatoio e piano piano i medici di base o anche gli specialisti, presi come sono dalla loro attivita frenetica nella cura dei pazienti, non lo tengono piu in considerazione e preferiscono prescrivere farmaci di nuova generazione spesso meno efficaci e piu dannosi.

Insomma ci si dimentica forse con troppa facilita del vecchio adagio: “mai chiedere all’ oste se il vino e buono”.

Acido alfa lipoico e trapianti di fegato

Lo strano caso dell’ acido alfa lipoico

Una storia emblematica

Notizie tratte da:

Burt Berkson “l’ acido alfa lipoicoTecniche Nuove – Milano 2000

traduzione di Loretta Colosio

ISB 88 481 10789

acido alfa lipoico

Quando ero all’ universita intorno alla meta degli anni 60 ero convinto che quella del medico fosse una professione pura. Ero orgoglioso di aver scelto questa professione. Oggi a distanza di 30 anni mi rendo conto che la maggior parte dei medici soprattutto quelli che occupano posizioni di potere dalle quali possono esercitare la loro autorita, non sono minimamente intenzionati a prendere in esame terapie diverse da quelle proposte dalle case farmaceutiche. Anzi, per quanto macabro possa sembrare, molti medici preferirebbero veder morire i loro pazienti piuttosto che salvarne la vita con una terapia alternativa“. (dott. Julian Whitaker nella Prefazione a l’ acido alfa lipoico“di Burt Berkson).

 

In una domenica dell’ Ottobre 1977 il giovane neo laureato, dottor Burt Berkson che lavorava in una grande clinica di Cleveland, Ohio, si dovette occupare di una coppia di anziani che gli erano stati portati in gravi condizioni a seguito dell’ ingestione di funghi velenosi.

Il primario gli disse tre cose: che quelli erano pazienti solo suoi, che non c’ era nulla da fare tranne tenerli sotto osservazione e che l’ uomo sarebbe certamente morto in poche ore.

Ma il dottor Berkson, giovane e ottimista, non poteva accettare l’ idea di starsene li a guardare i suoi pazienti soffrire e morire, cosi si mise a cercare, nei meandri del suo cervello, una soluzione alternativa.

Ricordo di aver letto un articolo su un farmaco europeo utilizzato con successo per curare i casi di grave intossicazione epatica. Si trattava dell’ acido alfa – lipoico una sostanza naturale che il nostro organismo produce in quantita maggiore o minore nel corso della nostra vita. Poiche la principale causa di morte nei pazienti che hanno mangiato i funghi avvelenati e l’ insufficienza epatica il dott. Berkson intui che questa poteva essere una via d’ uscita.

Somministro l’ acido alfa – lipoico ad entrambi i pazienti, per via endovenosa, e nel giro di poche ore, l’ uomo che era stato prossimo a morire disse di sentirsi molto meglio. Dopo tre giorni la donna era quasi tornata alla normalita, dopo una settimana entrambi furono dimessi. I livelli degli enzimi epatici erano tornati normali e il loro fegato si era in gran parte rigenerato.

Non ostante che il primario, in precedenza, avesse detto molto chiaramente che questi pazienti sarebbero morti, quando furono dimessi sostenne che essi si sarebbero ripresi comunque, anche senza l’ acido alfa – lipoico.

Assicuro, anzi, che, per quanto rare, queste guarigioni a volte capitavano.

Nel fine settimana successivo fu ricoverata un’ altra coppia con la stessa diagnosi.

Ancora una volta il primario affermo che entrambi non avevano alcuna possibilita di sopravvivere in quelle condizioni. Anche loro furono affidati alle cure del dott. Berkson, ma gli fu proibito di usare l’ acido alfa – lipoico perche i farmacisti del suo ospedale non ne avevano mai sentito parlare e il prodotto non era presente nell’ elenco dei farmaci in dotazione all’ ospedale.

Ancora una volta il dott. Berkson non se la senti di starsene inerte di fronte a quelle morti annunciate e insistette presso il primario per poter essere autorizzato all’ uso di questo farmaco. Gli fu detto di aspettare fino a che il comitato farmaceutico dell’ ospedale non si fosse riunito per approvarne l’ impiego, ma la riunione del comitato farmaceutico non avrebbe potuto aver luogo che di li a qualche giorno o a qualche settimana intanto l’ organismo dei pazienti degenerava rapidamente.

Gli fu detto di eseguire gli ordini e di lasciar morire queste due persone oppure di prepararsi ad aspre critiche.

Ma anche questa volta il dott. Berkson disobbedi e somministro ad entrambi i pazienti una flebo contenente acido alfa – lipoico.

Subito si videro i primi risultati. Dopo alcuni giorni le funzioni epatiche tornarono alla normalita, e dopo dieci giorni i pazienti furono dimessi in perfetta salute.

Ma il dott. Berkson dovette subire la rabbia e le vendette della medicina ufficiale. Fu sul punto di essere licenziato, ma l’ interessamento mostrato dal National Institute of Health per le straordinarie guarigioni ottenute riusci ad impedire questa ingiustizia.

Al dott. Berkson rimase comunque appiccicata per sempre l’ etichetta di un medico disobbediente e incapace di lavorare in squadra.

L’ acido alfa lipoico: una delle piu importanti scoperte della biochimica

Ignorata da medici e scienziati per lungo tempo oggi questa sostanza, sta salendo alla ribalta per le sue straordinarie proprieta, anche perche priva di effetti collaterali se somministrata nelle giuste dosi.

Grazie ai suoi benefici effetti sulla funzione cellulare e utile per curare non solo le malattie del fegato, ma anche il diabete di tipo 2, l’ immuno depressione, l’ AIDS, la psoriasi, gli eczemi, le ustioni, i tumori della pelle, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, il morbo di Lou Gehrig ed altre malattie neurologiche e degenerative, l’ artrite reumatoide, il lupus sistemico, la dermatosclerosi, alcune malattie autoimmuni, molte malattie oftalmiche, le cardiopatie, i disturbi della circolazione gli ictus e l’ aterosclerosi inoltre elimina molti effetti collaterali provocati da altre terapie e se associato ai giusti antinfiammatori ne potenzia l’ effetto attenuando la percezione del dolore in coloro che sono affetti da gravi forme di artrosi.

Ma quel che bisogna sottolineare e che l’ utilizzo dell’ acido alfa lipoico ha dato sorprendenti risultati nello stimolare la rigenerazione del tessuto epatico in pazienti destinati al trapianto di fegato.

L’ acido alfa lipoico, nella sua forma iniettabile, che richiede la prescrizione medica, ha veramente ridato la vita a persone che altrimenti sarebbero morte.

E logico che se invecchiando il nostro organismo ne produce minori quantita e necessario integrare l’ alimentazione con questa sostanza per mantenerci in forma.

Non sono pochi gli studi scientifici che trattano questo argomento.

Un opera molto tecnica e Lipoic Acid in Health disease a cura di Fuchs et al. (New York, Dekker 1997) citata dallo stesso Berkson.

Sul sito della national library of medicine (Medline) digitando lipoic acid si scoprira l’ esistenza di molti studi che descrivono i successi ottenuti con questa sostanza dalle caratteristiche sorprendenti il cui unico torto, agli occhi dei dirigenti internazionali dell’ industria farmaceutica e quello di costare troppo poco.

per maggiori approfondimenti si consiglia di visionare il sito www.antipredazione.org

I nazisti si divertono (gli altri un po’ meno…)

 

E’ in mostra  al museo dell’Olocausto di Washington un album fotografico contenente 116 foto di ufficiali delle SS nel campo di concentramento di Auschwitz. E’ impressionante vedere come quegli stessi nazisti responsabili degli orrori del campo fossero allegri e felici nei loro momenti di riposo.

i nazisti si divertono ad Auschwitz

Le fotografie, scattate tra il maggio e il dicembre 1944, ritraggono guardie e ufficiali mentre festeggiano il Natale o cantano accompagnati da una fisarmonica.

Ben nutriti, ben pasciuti, giovani e forti, sorridono all’ obiettivo come studentelli in vacanza.

In qualche foto vengono sorpresi mentre schiacciano addirittura un pisolino post prandiale profondamente in pace con se stessi e con il mondo.

Le immagini sono state conservate per tutti questi anni da Karl Hoecker, aiutante del comandante del campo di sterminio di Auschwitz, campo liberato dalle truppe sovietiche il 27 gennaio 1945.

«Queste foto uniche mostrano in modo vivido come queste persone si divertissero mentre tenevano sotto controllo un mondo di inimmaginabile sofferenza. Offrono una prospettiva importante sulla psicologia di coloro che hanno perpetrato il genocidio», ha dichiarato in una nota il direttore del museo Sara Bloomfield.

La cosa che, però, colpisce di più lo spettatore è il raffronto fra queste foto e altre istantanee scattate nello stesso campo, nelle stesse date, ma con soggetti diversi: le vittime destinate alle camere a gas. Bambini terrorizzati, mamme disperate, persone ridotte ad uno stadio subumano la cui bruttezza generata dalla sofferenza contrasta con la bellezza e la felicità degli aguzzini.

auschwitz bambini

Così diventa facile dire che i brutti, i deboli, gli infelici, gli inutili sono soltanto una zavorra della quale ci si deve al più presto liberare. Ma quegli stessi individui sottomessi, denutriti, mal conciati non sarebbero stati tali se si fosse permesso loro di restare nelle proprie case, di vivere le proprie piccole vite inoffensive.

L’ accostamento di queste immagini mi pare che contenga qualche insegnamento anche per il mondo di oggi.

Nella società moderna c’è tanto disprezzo per chi è povero ed emarginato e tanta stima per chi riesce a raggiungere denaro e potere non importa come. Correlativamente vi è il più grande disinteresse per le virtù morali. Una filosofia sottilmente materialista e abilmente nichilista ci ha infettati passo passo fino a farci sostituire i valori etici con i “valori” economici, tanto che l’ Economia è silenziosamente transitata da branca della filosofia morale a scienza esatta. Ecco che ormai è diventato impossibile scegliere fra due opzioni, una etica e l’ altra conveniente. Solo la scelta del conveniente è diventata possibile. Ma quando si parla di conveniente ci si dimentica sempre di precisare per CHI.

 

Nei giorni scorsi l’ annuncio trionfale: niente più pensione di reversibilità per le vedove

il pianista

Non so se ve ne siate resi conto, ma  mi pare che agli italiani stia avvenendo oggi ciò che è accaduto in Polonia agli ebrei dopo l’ invasione nazista. Ogni giorno  viene tolto un diritto, ogni giorno  viene tolto un mezzo di sussistenza o  viene aggiunta una tassa o vengono aumentate tasse già esistenti e già in precedenza insopportabili. Ogni giorno la vita diventa più difficile e non soltanto per i poveri. Anche le classi medie si stanno rapidamente proletarizzando. Non so come, ma questa classe dirigente è  persino riuscita a cancellare il lavoro. In Italia, forse, non c’è mai stata occupazione piena, ma più o meno la quasi totalità dei cittadini riusciva a lavorare. Qualcuno con più fortuna, altri con più sfruttamento, ma il lavoro c’era. Oggi, invece,  tutte le lavorazioni manifatturiere sono state spostate in paesi in cui abusare del lavoro degli schiavi è la cosa più facile del mondo. Intanto in Italia la disoccupazione nell’ industria arriva a livelli parossistici, i servizi  vengono aboliti o vengono affidati a stagisti, precari, giovani disperati possibilmente a stipendio zero o molto vicino allo zero. Anche il diritto allo studio è stato praticamente cancellato e non soltanto perché gli italiani, pur essendo titolari degli stipendi più bassi d’Europa sono costretti a pagare le tasse universitarie più salate d’ Europa, ma anche perché l’ introduzione dei test di ingresso, come prevedibile, ha escluso dall’ accesso all’ università tutti coloro che non potevano usufruire di spondature  politiche o economiche.  Adesso l’ ultima novità è quella di togliere la pensione di reversibilità  alle vedove. Non è un ritorno all’ Europa del 1800, è un ritorno alla Polonia del 1939…

(Foto tratta da “il Pianista” di Roman Polanski, film di cui si consiglia sentitamente la visione)

Nel silenzio generale si è compiuto il trentennale della strage di Bhopal

Oggi il fatto del giorno non è un fatto, ma una grave omissione. Per quel che ne so nessun giornale si è degnato di segnalare la ricorrenza dei trent’ anni  appena trascorsi dalla strage di Bhopal.

Il 2 Dicembre 1984 avvenne a Bhopal un terribile incidente industriale, che provocò diverse migliaia di morti. Da una fabbrica di fitofarmaci di proprietà della multinazionale statunitense UNION CARBIDE si sviluppò una nube di isocinato di metile, che si espanse su una zona densamente popolata. I morti sul momento furono circa 3000, ma il bilancio sale oltre i 15000 se si contano coloro che morirono nel periodo seguente per le conseguenze dell’intossicazione. Conviene ripercorrere gli avvenimenti degli anni successivi per concludere che di fatto nessun risarcimento è toccato alle vittime. Lo stato indiano ha incamerato una cifra pari a circa un sesto di quanto era stato richiesto dalle associazioni dei sopravvissuti e non solo ha ridistribuito ben poco, ma non si è neppure occupato di bonificare la zona inquinata, tanto che, a quanto dicono gli ambientalisti, ormai le falde acquifere sono contaminate e la gente continua, ancora oggi, trenta anni dopo, ad ammalarsi gravemente. Per quel che riguarda l’ aspetto penale della vicenda sembra che la richiesta di estradizione presentata dalla magistratura indiana a carico dell’ allora amministratore delegato della UNION CARBIDE, non sia mai stata inviata dal governo indiano al governo statunitense e che nessuna condanna sia mai stata comminata prima della morte naturale del soggetto (fonte Wikipedia Enciclopedia Libera). Intanto circa un anno e mezzo fa (24 Aprile 2013) in Bangladesh , a Rana Plaza, sono morte  1134 persone per il crollo di una fabbrica tessile nella quale venivano prodotti  capi d’ abbigliamento per aziende italiane di grido.

Sembra che anche in questo caso i risarcimenti tardino a venire, non ostante che molti dei sopravvissuti e delle sopravvissute alla strage siano rimasti invalidi, in un paese completamente privo di assistenze e previdenze e non ostante gli utili da capogiro che per anni le aziende italiane hanno ricavato dal lavoro di queste creature.  Nemmeno un po’ di pietà per gli orfani né per i bambini che, in quei luoghi, se restano senza il sostegno genitori, muoiono sulla strada. Del resto anche in Italia mi sembra che ci vogliano ridurre nelle stesse condizioni. E’ solo questione di tempo.

 

In Italia la Previdenza è stata abolita?

Oggi, 8 dicembre 2014, è comparso su IL FATTO QUOTIDIANO un articolo riguardante una strana notizia: pare che l’ OCSE cioè l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico abbia ufficialmente affermato che l’ Italia “ è il primo Paese per peso degli assegni previdenziali sulla spesa pubblica”.

Secondo tale Organizzazione, l’incidenza sul totale delle uscite statali sarebbe del 32% e la riforma Fornero avrebbe reso il sistema più sostenibile ma inciderebbe negativamente sul reddito di chi esce dal lavoro. Dal che l’ OCSE, conclude che “Bisogna lavorare più a lungo”.

Più avanti l’ organizzazione, spiega che la crisi ha spinto la maggior parte dei Paesi a accelerare le riforme per rendere i propri sistemi pensionistici più sostenibili dal punto di vista finanziario, aumentando le tasse sui redditi da pensioni e sui contributi pensionistici, riducendo o rinviando l’indicizzazione delle prestazioni e aumentando l’età pensionabile. Sforzi che, secondo l’ OCSE, si sono tradotti in progressi “incoraggianti”.

Ma il rapido cambiamento demografico in corso e il rallentamento dell’economia globale sottolineano la necessità di riforme continue. Dobbiamo comunicare meglio il messaggio che lavorare più a lungo e contribuire di più è l’unico modo per ottenere un reddito dignitoso in pensione”.

Va subito detto che l’ intero ragionamento è fondato su statistiche non condivisibili che probabilmente sono state utilizzate senza alcun riferimento al contesto al quale si riferiscono.

Del resto l’ OCSE è un’organizzazione internazionale privata di studi economici per i paesi membri cioè un soggetto giuridico privo di qualsivoglia controllo pubblico e che quindi non può esprimere altro se non la personale opinione dei suoi vertici.

Inoltre, dallo stesso articolo, si evince come questi risultati si basino su un errore di fondo che probabilmente inficia qualsiasi confronto con i dati di altri paesi.

Infatti l’ OCSE afferma che “ogni dieci euro di spesa pubblica, l’Italia ne destina 3,2 alle pensioni“, senza fare alcun distinguo fra pensioni sociali, cioè quelle attribuite alle persone anziane prive di reddito e che non hanno mai versato contributi (spesa pubblica) e le pensioni dei lavoratori che per tutta la vita hanno versato una quota del proprio reddito detraendola dal proprio salario (stipendi differiti, di proprietà dei lavoratori fin dall’ origine). A causa di questa fantasiosa commistione contabile (per altro tutta italiana), di fatto, l’ Inps paga le pensioni sociali utilizzando i contributi versati dai lavoratori SENZA ALCUN ESBORSO DA PARTE DELLO STATO. Pertanto è evidente che l’ affermazione dell’ OCSE dovrebbe essere così modificata: “ogni dieci euro di spesa pubblica i lavoratori italiani sborsano già DI TASCA LORO 3,2 euro per le pensioni, comprese le pensioni sociali che dovrebbero essere a carico della finanza pubblica e comprese le altissime pensioni dei boiardi di stato e dei dipendenti statali per le quali lo stato non ha mai versato un solo euro“. Allora la mia domanda è questa: con quale diritto si chiede ai lavoratori italiani, già oppressi da simili ingiustificati pesi, di rinunciare ai propri sacrosanti diritti previdenziali per regalare ancora allo stato, non altri soldi, ma anni di lavoro e di vita?

L’ oppressione generata dalla riforma Fornero non basta ancora, bisogna aggiungere sopruso a sopruso finché la società italiana non sarà stata riportata interamente al 1850?

 

 

LA CORTE DEI CONTI HA LA MEMORIA CORTA

Su “il fatto quotidiano” del 29 Novembre 2014 è apparso un articolo di Marco Lillo dal titolo “8 per mille, Corte dei Conti:  Modello spagnolo? Risparmieremmo 600 milioni” Andando a leggere il dettaglio si scopre che la Corte dei Conti, con una ponderosa relazione depositata il 19 Novembre, avrebbe concluso che i soldi concessi, mediante il meccanismo dell’8 per mille alla Chiesa cattolica e alle altre religioni sono troppi. A me pare che, almeno per quel che riguarda la Chiesa Cattolica, la Corte dei Conti abbia la memoria corta. La Corte si dimentica, infatti, che questa legge dell’ 8 per mille (legge 20 maggio 1985 n. 222) nata dai nuovi Accordi Concordatari tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica, ha abrogato quanto precedentemente stabilito dal Concordato del 1929 (c. d. Patti Lateranensi) e cioè l’ erogazione da parte dello stato dei “supplementi di congrua” una sorta di stipendio che lo stato italiano riconosceva ai parroci per parzialmente compensare il vero e proprio furto di beni ecclesiastici avvenuto nella seconda metà del 1800 con quella che comunemente viene chiamata la “legislazione eversiva dell’asse ecclesiastico”, iniziata in sordina con le leggi Siccardi e poi proseguita con il regio decreto 3036 del 7 luglio 1866 di soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose (in esecuzione della Legge del 28 giugno 1866, n° 2987), e la legge 3848 del 15 agosto 1867  per la liquidazione dell’Asse ecclesiastico. Una parte di questo immenso patrimonio sottratto alla Chiesa Cattolica italiana con queste  leggi arbitrarie che violavano apertamente precedenti accordi internazionali e più ancora il diritto alla proprietà privata,  è oggi ancora detenuto dallo stato e amministrato dal Ministero dell’ interno italiano attraverso in Fondo Edifici di Culto. Tanto per avere un’ idea il Fondo, oltre ad essere proprietario di 750 Chiese fra le più belle e antiche del mondo (per esempio: Santa Croce, Santa Maria Novella e San Marco a Firenze; Santa Maria in Aracoeli, Santa Maria del Popolo, Sant’Andrea delle Fratte, Santa Maria della Vittoria, Sant’Ignazio, Santa Francesca Romana, Santa Maria sopra Minerva, Sant’Andrea della Valle e la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio a Roma; Santa Chiara con l’annesso monastero, San Domenico Maggiore e San Gregorio Armeno a Napoli; la Chiesa del Gesù – Casa Professa e Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana a Palermo) è anche divenuto proprietario, sempre in base alle suddette leggi, di innumerevoli opere d’arte e di arredi di pertinenza degli edifici sacri, che costituiscono spesso splendidi esempi di artigianato artistico orafo, ligneo e tessile. Inoltre lo stato italiano ha inglobato, con lo stesso sistema, numerose opere di Michelangelo, Guido Reni, Paolo Veneziano, Caravaggio, Bernini, nonché numerosi beni di altra natura, dagli immobili di origine ecclesiastica con interesse storico artistico, agli immobili propriamente fruttiferi, come ad esempio vastissime aree forestali o preziosissimi terreni già inglobati nel demanio e venduti, nel tempo, a caro prezzo a privati tramite asta pubblica. Probabilmente se si facessero bene i conti di quanto lo stato italiano ha illegittimamente espropriato (con relative rendite mai più percepite nel tempo alla Chiesa Cattolica) e quanto lo stato italiano ha dato fino ad ora sarebbe la Chiesa Cattolica ad essere fortemente creditrice. Si pensi soltanto al fatto che per esempio a Torino uno dei terreni espropriati e passati al demanio è la centralissima ed elegante via Pietro Micca che si diparte da piazza Castello e arriva fino alla cittadella. Quei terreni costituivano solo una parte della, espropriata, tenuta agricola della parrocchia di San Tommaso, tenuta che proseguiva nelle attuali strade limitrofe. Ora chiunque può capire come sia assurdo ritenere di aver pagato un simile bene con un ridicolo supplemento di congrua attribuito al parroco, supplemento che oggi potrebbe essere calcolato come pari a circa mille duecento euro al mese (secondo quanto stabilito dai patti lateranensi). Se si pensa che la scelta dell’ otto per mille è stata voluta fortemente da Craxi per pagare di meno rispetto ai supplementi di congrua si capisce come qualunque lamentela dello stato in questo senso sia a dir poco assurda.

POVERE NUTRIE!

In Lombardia è stata varata una legge anti nutrie che contiene a quanto pare un imperativo aberrante:  “Eliminarle con ogni mezzo, anche con le fionde”.
Povere nutrie! sono così simpatiche. E pensare che basterebbe somministrare qualche anticoncezionale per vederle sparire nel giro di poco tempo, a basso costo e senza violenza. Infatti ben raramente le nutrie vivono più di due anni. Ma per qualche strano motivo i politici italiani disertano sempre le soluzioni semplici, morali, igieniche  e a basso costo.

 

STRANA EUROPA

Il 24 Novembre è apparso su globalist.it un articolo di Giulietto Chiesa dal titolo “Quelli che non condannano il nazismo” riguardante una strana cosa accaduta all’ ONU.

Sembra che una commissione delle Nazioni Unite abbia esaminato, recentemente, un documento di condanna della glorificazione del nazismo e che su tale documento l’ Italia si sia astenuta dal votare, mentre avrebbero votato a favore 115 stati membri e contro l’ Ucraina, gli Stati Uniti e il Canada.

L’Italia – nella sua qualità di presidente di turno dell’Unione Europea –  avrebbe dichiarato la propria astensione, trascinandosi dietro tutti i paesi europei.

Spiegando il voto, ad avvenuta votazione, il rappresentante dell’Italia, che parlava a nome dell’Unione Europea, ha detto che l’Unione è impegnata a combattere il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e le correlate intolleranze, mediante sforzi generali a livelli nazionali, regionali e internazionali. I singoli stati sono stati liberi di decidere il contenuto del testo della risoluzione, tuttavia l’Unione ha avuto dubbi circa la sincerità del testo, visto che il sostenitore principale della risoluzione ha violato i diritti umani” (fonte: ufficio stampa dell’ ONU).

La cosa strana è che nessun giornale o telegiornale italiano, secondo Giulietto Chiesa, si è sognato di dare la notizia e come giustamente lui stesso osserva: “Se il voto di una qualsivoglia risoluzione fosse subordinato all’accertamento della buona fede del proponente, con ogni evidenza, non vi sarebbe nessun voto possibile in nessun consesso internazionale. In questo caso il proponente era, evidentemente, la Russia, non la potenza che tiene aperto il campo di prigionia di Guantánamo”.

Concordo con Giulietto Chiesa che conclude dicendo che simili notizie coprono di vergogna tutto l’ occidente, ma aggiungo che sarebbe molto opportuno conoscere l’ identità di colui o di colei che ha reso tali affermazioni all’ assemblea dell’ ONU.  Si potrebbe infatti chiedere a questa persona, a seguito di quale dibattito democratico, abbia potuto esprimere opinioni tanto discutibili  a nome di 712 milioni di persone.

I NUMERI PARLANO CHIARO

Sembra strano ma a seguito di queste consultazioni non ho sentito alcun commentatore attribuire il successo della Lega al fatto che si è trattato dell’unico partito e/o forza politica che si è fatto promotore di un referendum per l’abolizione della legge Fornero.

Al contrario, tutti i leader gonfi e tronfi a dire che quello che hanno fatto loro è stato fatto bene, che sono pronti a ricominciare daccapo e non comprendono che questo risultato elettorale nel quale ha trionfato un solo partito, quello dell’astensione, è la logica conseguenza dell’averci imposto il governo Monti e i diversi e svariati governi Monti bis, ivi compreso l’ attuale. Confrontando i risultati delle elezioni politiche del 2008 con quelli delle elezioni politiche del 2013 e con quelli delle attuali elezioni regionali e tenendo presenti come maggiormente significativi soltanto i dati dell’Emilia Romagna, e calcolando le percentuali non sui votanti, ma sugli aventi diritto al voto, dopo aver effettuato le debite proporzioni, il PD risulta aver perduto complessivamente il 19,41% passando da una percentuale del 39,41% degli aventi diritto al voto nel 2008, ad una misera percentuale del 20% degli aventi diritto al voto nel 2014. Cioè il PD dal 2008 al 2014 (cioè nel periodo in cui si sono succeduti i vari governi Monti, Monti bis, Monti tris) ha praticamente dimezzato i propri consensi nella regione che costituiva la sua roccaforte. Del resto non può essere ignorata neppure una notizia molto significativa: sembra che in Emilia Romagna in quattro o cinque comuni non si sia presentato al voto alcun elettore. Ora mi sembra evidente che in questo caso l’ astensione è stata programmata e realizzata come un vero e proprio messaggio alle forze politiche nel loro insieme: “siamo stufi di votare per il partito unico. siamo stufi di vivere in un paese nel quale la democrazia è solo di facciata“. Secondo me alle prossime elezioni politiche l’ astensionismo sarà generale con conseguente delegittimazione totale di questa classe dirigente.

IL PARTITO CHE HA VINTO LE ELEZIONI

Oggi, dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna il premier Matteo Renzi, da Vienna, ha chiosato: “La non grande affluenza è un elemento che deve preoccupare ma che è secondario. Checché se ne dica oggi non tutti hanno perso: chi ha contestato le riforme può valutare il suo risultato. Il mio interesse non è mettere le bandierine ma affrontare i problemi degli italiani”. Il punto, sottolinea il leader del Pd, è che “negli ultimi 8 mesi abbiamo avuto 5 elezioni regionali e il Pd ha vinto 5 a zero. Oggi una persona normale dovrebbe esserne felice”.

In realtà i numeri scaturiti da queste elezioni non dovrebbero facilitare l’ ottimismo dei vertci del PD. Infatti il PD non ha affatto totalizzato in Emilia il 44,52% secco che sembrerebbe scaturire dai dati dell Viminale, ma ha totalizzato il 44,52% del 37,70% dei votanti, cioè circa il 20% degli aventi diritto al voto. Lo stesso vale per la Calabria. Il PD non ha totalizzato il 23,72%, ma il 23,72% del 44,08% dei votanti cioè circa il 10,64% degli aventi diritto al voto. In Emilia Romagna alle ultime europee circa un anno e mezzo fa, il PD aveva totalizzato il 52,52% sul 70% di votanti, cioè il 36,75% degli aventi diritto al voto, mentre in Calabria, nelle medesime consultazioni europee, aveva totalizzato il 35,80% sul 45,77% di votanti cioè il 16,38% degli aventi diritto al voto. In sostanza nel giro di un anno in Emilia il PD è passato dal 36,75% degli aventi diritto al voto al 20% degli aventi diritto al voto, perdendo pertanto ben il 16,75% in una regione tradizionalmente a lui fedelissima. Mentre in Calabria, nello stesso anno, il PD è passato dal 16,38% degli aventi diritto al voto, al 10,64% perdendo il 5,74%.

Con questi numeri affermare che hanno perso coloro che sono contrari alle riforme e che il PD ne esce rafforzato al punto da poter imporre la propria egemonia neo capitalista su tutto il paese mi sembra un po’ azzardato.

Anche perché è fuori discussione che l’ unico partito che ha stravinto è il partito degli astenuti, ed è altrettanto fuori discussione che, come suffragato da molteplici sondaggi, gli astenuti non si astengono per pigrizia o perché sono scemi ma per mandare un vero e proprio messaggio politico a questa classe dirigente. Vogliono dire, gli astenuti, che non c’ è alcun partito per cui valga la pena di votare, che qualsiasi voto si risolverà in un voto al partito unico, che anche l’ aver votato Movimento 5 stelle non è servito a nulla, non per colpa degli eletti, ma perché essi sono stati posti nella situazione di non poter agire neppure come opposizione. Del resto in Emilia ci sono stati 5 o 6 paesi in cui non è andato a votare nessun elettore: un chiaro segnale che la popolazione si deve essere accordata in tal senso. Quindi questo è in realtà un voto di scoramento, un messaggio di disperazione del popolo italiano sconfitto. Ma, a quanto sembra di tale messaggio e del suo profondo significato politico, a nessuno importa nulla.